Quando si affronta un trattamento complesso come l’implantologia dentale, è fondamentale che il paziente riceva tutta la documentazione clinica e protesica relativa all’intervento. Questa documentazione non è solo un diritto, ma uno strumento essenziale per garantire trasparenza, tracciabilità dei materiali utilizzati e continuità nelle eventuali cure future. Ma cosa succede se il dentista si rifiuta di consegnarla? In questo articolo cercheremo di rispondere in modo chiaro e approfondito, fornendo anche indicazioni pratiche e riferimenti normativi utili.
Cos’è la documentazione in implantologia e perché è così importante
Nel contesto dell’implantologia, la documentazione clinica comprende tutte le informazioni raccolte e prodotte nel corso del trattamento: diagnosi iniziale, esami radiografici, piano terapeutico, consenso informato, referti post-operatori, descrizione dei materiali utilizzati (in particolare gli impianti e le componenti protesiche), certificazioni CE e serial number degli impianti posizionati.
Questa documentazione è fondamentale per diversi motivi:
- permette al paziente di verificare la qualità e l’origine dei materiali utilizzati;
- garantisce la possibilità di ricevere cure future anche presso altri specialisti, in caso di trasferimenti o cambi di struttura;
- rappresenta una tutela medico-legale sia per il paziente sia per il professionista;
- in caso di complicanze, consente di ricostruire l’intervento per procedere con eventuali correzioni o revisioni.
L’assenza di documentazione può rendere molto più difficile la gestione di eventuali problemi futuri, sia clinici sia legali.
La legge tutela il paziente: il dentista è obbligato a consegnare la documentazione
In Italia, il Codice di Deontologia Medica (art. 26) e il Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003 e successive modifiche) stabiliscono che il paziente ha pieno diritto ad accedere alla propria cartella clinica e a ottenerne copia. Questo vale anche nel caso dell’implantologia, dove la documentazione protesica rientra a pieno titolo tra gli atti clinici. Non si tratta quindi di una cortesia, ma di un vero e proprio obbligo professionale del dentista.
Nel caso in cui venga inserito un impianto, il paziente ha diritto a ricevere anche la scheda identificativa dell’impianto, che comprende:
- il nome del produttore;
- il numero di lotto;
- il codice del dispositivo;
- l’eventuale certificazione di garanzia.
Questi dati, spesso contenuti nel cosiddetto passaporto implantare, sono indispensabili per conoscere il tipo di impianto utilizzato e poterlo sostituire o gestire in caso di problemi.
Cosa fare concretamente se il dentista si rifiuta
Se il professionista non rilascia la documentazione, è importante sapere che il paziente ha a disposizione diversi strumenti per far valere i propri diritti. Ecco come procedere:
- Richiesta scritta: è sempre consigliabile fare una prima richiesta formale, possibilmente via PEC o raccomandata A/R, in cui si specifica in modo chiaro il materiale richiesto. Questo rappresenta una prima forma di sollecito ufficiale.
- Segnalazione all’Ordine dei Medici e Odontoiatri: se il dentista persiste nel rifiuto, è possibile presentare una segnalazione all’Ordine provinciale di appartenenza, che può avviare un procedimento disciplinare nei confronti del professionista.
- Richiesta tramite legale: in casi estremi, ci si può rivolgere a un avvocato per inviare una diffida formale. Spesso questo passaggio è sufficiente a ottenere quanto dovuto.
- Tutela in sede civile: il mancato rilascio di documentazione può essere considerato un inadempimento contrattuale. Il paziente può quindi agire legalmente per ottenere un risarcimento, soprattutto se la mancanza dei dati ha comportato un danno (ad esempio l’impossibilità di eseguire un intervento correttivo).
Prevenire i problemi: cosa chiedere prima dell’intervento
Molti problemi possono essere evitati già in fase preliminare, semplicemente ponendo le giuste domande. Prima di iniziare un trattamento implantare, è bene chiedere:
- Quali materiali verranno utilizzati? Sono certificati CE?
- Verrà rilasciata la scheda tecnica dell’impianto?
- Riceverò la cartella clinica al termine del trattamento?
- Come verranno documentate le fasi dell’intervento?
Scegli uno studio che tutela i pazienti
Affrontare un intervento di implantologia è una scelta importante, che richiede piena fiducia nel professionista e nello studio a cui ci si affida. La documentazione clinica non è un optional, ma una componente essenziale del trattamento, tanto quanto l’intervento stesso. Se il dentista non rilascia la documentazione relativa all’impianto, è fondamentale sapere che il paziente ha diritto di riceverla e può attivarsi per ottenerla attraverso canali ufficiali. Ma la miglior tutela rimane sempre la prevenzione, scegliendo sin dall’inizio strutture che pongono la trasparenza e la qualità al centro della propria pratica.
La trasparenza nella gestione clinica è uno degli elementi che distinguono uno studio serio da una realtà poco strutturata. In una disciplina come l’implantologia, in cui la precisione e la tracciabilità sono fondamentali, ricevere tutta la documentazione non è solo un diritto, ma un indicatore della qualità del servizio erogato. Presso il nostro studio di implantologia a Sesto Fiorentino, ogni intervento di implantologia viene documentato in ogni sua fase: dalla pianificazione digitale in 3D, all’inserimento chirurgico degli impianti, fino alla consegna finale della protesi. I pazienti ricevono sempre una cartella clinica completa, comprensiva delle immagini radiografiche, dei codici identificativi degli impianti e dei materiali protesici, oltre al supporto continuo anche nelle fasi successive. In particolare, in trattamenti avanzati come l’implantologia a carico immediato o le riabilitazioni con impianti All-on-4 e All-on-6, la disponibilità della documentazione dettagliata è essenziale anche per la futura manutenzione del lavoro protesico.